Pedagogia senso percettiva e sviluppo cognitivo


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Autore: Cristiano
Data inserimento:  16-09-2005

Riporto un articolo (tratto da www.saluteeuropa.it) del Prof. Colin Blakemore, direttore generale del Medical Research Council di Londra, che ha esaurientemente espresso lo stato dell'arte delle neuroscienze. L'intervento del Prof. Blakemore, ritengo sia una voce che da consistente fondamento al lavoro portato avanti da openbrain con la proposta della pedagogia senso percettiva. "Quando io ero studente - afferma il Prof. Colin Blakemore - mi è stato insegnato che le cellule nervose sono generate prima della nascita, che tutte le connessioni intercellulari (chiamate sinapsi) sono create o prima della nascita o nei primi anni di vita, e che i danni al cervello non possono essere riparati. Tutti questi dogmi non sono più validi. La scoperta che il cervello è un organo altamente "plastico", capace di cambiare rapidamente la sua organizzazione e funzione in risposta a uno stimolo, è uno dei cambiamenti più significativi delle nostre conoscenze avvenuti durante la mia attività di ricercatore del cervello". Questa affermazione di Colin Blakemore ci fa capire che negli ultimi anni c' è stata una vera e propria rivoluzione nel mondo delle neuroscienze. Ora sappiamo che le connessioni sinaptiche vengono fatte e disfatte nel corso della vita, che le nostre cellule nervose vengono costantemente aggiunte in alcune parti del cervello e che quando il cervello è danneggiato può in qualche modo avvalersi delle regioni indenni per svolgere le funzioni delle parti colpite. La corteccia cerebrale è costituita da un ampio mosaico di aree interconnesse funzionalmente. Nel corso degli ultimi 30 anni la corteccia è stata vista come una struttura altamente dinamica e "plastica". Sebbene le sue caratteristiche fondamentali (tipi cellulari, organizzazione laminare, tipologia di afferenze ed efferenze) siano determinate geneticamente, i circuiti nervosi intrinseci e la specifica connessione di input ed output della maggior parte delle aree sensoriali sono determinate da fattori che influenzano il programma genetico. Alcuni di questi operano in fasi precoci di sviluppo, iniziando prima della nascita e continuando in parte anche nel corso di ben definiti "periodi critici" post-natali. Le fibre nervose provenienti dal talamo, che portano informazioni dagli organi di senso alla corteccia, svolgono un ruolo importante nel determinare non solo la mappatura generale ed i confini delle aree cerebrali, ma anche la loro architettura interna e la loro funzione. Si presuppone che l'attività spontanea delle reti neuronali in via di sviluppo guidi la loro topografia, mentre le proiezioni talamo-corticali si sviluppano in modo assolutamente normale, in topi privati del gene Snap25, abolendo qualsiasi completa attività sinaptica evocata. Successivamente però, quando gli organi sensoriali riprendono a funzionare, l'attività in arrivo diviene certamente importante per regolare il tipo e l'efficacia delle connessioni corticali. Le tecniche di privazione di un gene hanno messo in evidenza una particolare via molecolare presente nei neuroni corticali immaturi che li rende capaci di modificare le loro connessioni sinaptiche in risposta a segnali in arrivo dagli organi sensoriali. Sebbene la plasticità sia particolarmente sviluppata nelle aree sensoriali del cervello durante le prime fasi di sviluppo, la corteccia continua a mantenere per il resto della vita altre forme di plasticità, probabilmente a carico di meccanismi completamente differenti. La rappresentazione degli organi sensitivi in aree sensoriali può cambiare rapidamente in risposta alla perdita parziale dell\'input sensoriale (ad esempio in seguito al danneggiamento di un nervo periferico), o di danni locali del cervello, o persino in seguito ad una stimolazione eccessiva di parte del sistema sensoriale nel corso di un apprendimento. Ci sono ora prove che la corteccia sia in grado di riorganizzarsi su ampia scala dopo un ictus o, ad esempio, dopo la perdita della vista. Infatti tecniche di imaging del cervello hanno evidenziato che le aree visive della corteccia possono essere "occupate" per rinforzare il senso del tatto in persone cieche, il che implica uno straordinario grado di plasticità anche nella corteccia di un adulto. Per concludere, la Natura e l'ambiente sono collegati tra loro. I meccanismi genetici determinano la capacità del cervello di trarre beneficio dall' esperienza. L' esistenza di meccanismi genetici che permettono al cervello di riorganizzarsi in risposta a stimoli ambientali è stato uno straordinario passo in avanti dell 'evoluzione umana.


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